Come preparare la valigia per la Finlandia d’inverno (e sopravvivere a -25°C)
Consigli18 Settembre 20268 min di lettura
Non esiste il problema del freddo, esiste solo la valigia sbagliata: ecco tutto ciò che io e Maria abbiamo portato per affrontare l’inverno finlandese fino a -25°C.
Se c’è una cosa che ho imparato nei miei viaggi al nord è che non esiste il problema del freddo, esiste solo la valigia sbagliata.
Quando io e Maria siamo partiti per la Finlandia all’inizio di gennaio sapevamo perfettamente a cosa stavamo andando incontro. Le temperature sono arrivate fino a -25°C e molti amici ci chiedevano come avremmo fatto a resistere. La verità? Con il giusto abbigliamento il freddo diventa quasi un dettaglio.
Anzi, uno degli errori più grandi è rinunciare a questo viaggio per paura delle temperature. Con qualche accorgimento riuscirete a vivere esperienze incredibili senza alcun disagio particolare.
Ecco tutto quello che io e Maria abbiamo messo in valigia per affrontare l’inverno finlandese.
La regola più importante: vestirsi a strati
In Finlandia non conta soltanto avere un giubbotto pesante. Il segreto è creare più strati che trattengano il calore e limitino il passaggio dell’aria fredda.
Il primo elemento fondamentale è senza dubbio un giubbotto invernale di qualità. Io ne avevo scelto uno di Decathlon con piuma d’oca e cappuccio rifinito in pelliccia sintetica. Quest’ultimo dettaglio può sembrare estetico, ma quando il vento soffia e vi chiudete completamente nel cappuccio capirete perché è così utile. In alcuni momenti sembravo un personaggio di South Park!
Sotto il giubbotto: pile pesanti, pile con cerniera, felpe tecniche, camicie di velluto molto spesso e maglie termiche.
Per la parte inferiore: pantaloni termici, intimo tecnico termico, pantaloni da neve con imbottitura in pile e pantaloni di velluto per le giornate più tranquille in città.
Personalmente non soffro particolarmente il freddo. Più che altro odio sentirmi “arrostire come un tacchino”, quindi alternavo capi più o meno pesanti in base alle attività della giornata.
Non sottovalutate mani, piedi e orecchie
Se c’è una parte del corpo che soffre davvero il freddo, quella sono i piedi. Consiglio sempre calze tecniche da neve, scarponi impermeabili e imbottiti e un secondo paio di scarpe di riserva. Avere un cambio può sembrare eccessivo, ma se dovessero bagnarsi durante una giornata sulla neve vi ringrazierete da soli.
Per le mani ho trovato perfetta una combinazione semplice ma efficace: guanti touchscreen per utilizzare smartphone e macchina fotografica e muffole da indossare nei momenti più freddi.
Fondamentali anche un cappello con copriorecchie, uno scaldacollo e il costume da bagno per eventuali saune finlandesi. E sì, il costume serve davvero. In Finlandia la sauna non è una semplice attività turistica: è praticamente una religione.
Gli scaldamani che possono salvarvi la giornata
Maria aveva avuto un’idea geniale prima della partenza. Aveva comprato quei sacchettini chimici che, una volta attivati, iniziano a produrre calore. Possono essere inseriti nelle scarpe o nei guanti e mantengono una temperatura piacevole per diverse ore.
Io li ho utilizzati soltanto qualche volta per le mani. Maria invece non usciva mai senza. Come sempre, molto dipende dalla vostra percezione del freddo: ognuno reagisce in maniera diversa alle basse temperature.
La sorpresa che molti non sanno
Una delle cose più utili della Lapponia finlandese è che durante la maggior parte delle attività organizzate vi vengono forniti indumenti aggiuntivi. Durante le escursioni in motoslitta, in slitta trainata dagli husky, a caccia dell’aurora boreale e nelle passeggiate nei boschi, gli organizzatori forniscono generalmente tute termiche integrali da indossare sopra i propri vestiti.
Questo strato aggiuntivo crea un isolamento incredibile e rende molto più semplice affrontare temperature estreme.
Il segreto per non sentire freddo
C’è un altro trucco che io e Maria abbiamo imparato durante il viaggio: riscaldarsi spesso. In Finlandia troverete continuamente occasioni per fermarvi davanti a un fuoco acceso, bere qualcosa di caldo e recuperare energie.
I finlandesi adorano accendere falò nei boschi, specialmente durante le escursioni. Spesso ci si ferma per arrostire una salsiccia, chiacchierare e scaldarsi qualche minuto prima di ripartire.
Ricordo ancora un pomeriggio al Café Regatta di Helsinki. Le temperature erano “solo” intorno ai -10°C, ma l’umidità era talmente elevata che lo considero ancora oggi il giorno più freddo di tutto il viaggio. Una cioccolata calda con panna è stata probabilmente una delle migliori decisioni della giornata.
Durante il mio Erasmus in Lituania c’era invece chi sosteneva che una vodka liscia fosse il miglior sistema per combattere il freddo. Diciamo che lasciamo questa strategia ai più coraggiosi!
La seconda valigia: quella fotografica
Chi ama la fotografia sa bene che per un viaggio del genere si preparano sempre due bagagli: uno per i vestiti e uno per l’attrezzatura.
Nel mio zaino fotografico non potevano mancare: Canon, GoPro per motoslitte ed escursioni, DJI Osmo per i video, obiettivo luminoso per fotografare l’aurora boreale, treppiede, batterie di riserva, power bank e torcia frontale.
Il treppiede è assolutamente indispensabile per fotografare l’aurora boreale. Le esposizioni durano spesso diversi secondi e senza una base stabile sarebbe impossibile catturare tutta la luce disponibile.
Bisogna inoltre ricordare una cosa molto importante: il freddo scarica rapidamente le batterie. Quando la temperatura scende abbondantemente sotto lo zero, smartphone, fotocamere e action cam perdono autonomia molto velocemente.
Per questo ho portato tutti i power bank disponibili e una copertura termica per il cellulare. In alcuni casi gli smartphone arrivano addirittura a bloccarsi automaticamente segnalando che la temperatura è troppo bassa per funzionare correttamente.
Il nemico invisibile dell’attrezzatura: lo shock termico e la condensa
C’è un dettaglio tecnico fondamentale che rischia di rovinare la vostra attrezzatura ancora prima che le batterie si scarichino: lo sbalzo termico.
Quando passate dai -25°C dell’esterno ai +20°C, o più, di un locale riscaldato, l’umidità dell’aria si deposita istantaneamente sulle superfici fredde. Se entrate in un bar e tirate subito fuori la macchina fotografica dallo zaino, la condensa si formerà sul sensore e sulle lenti, rischiando di danneggiare l’elettronica o di creare muffe nei vetri.
Il segreto è la pazienza: quando entrate al chiuso, lasciate la fotocamera dentro lo zaino chiuso per almeno un’ora. In questo modo l’attrezzatura si acclimaterà lentamente, evitando lo shock termico.
Durante le sessioni notturne all’aperto ho usato un trucco semplice ed efficace per proteggere il corpo macchina dal ghiaccio e dall’umidità: inserire la fotocamera in un sacchetto di plastica trasparente per alimenti. Facendo uscire solo la parte finale dell’obiettivo e sigillando il resto, la reflex rimane protetta dalla neve sottile e dalla brina.
La torcia frontale, infine, si è rivelata fondamentale durante le passeggiate notturne nei boschi alla ricerca dell’aurora boreale.
L’ultimo consiglio che nessuno vi dà
Portate tantissimi fazzoletti. Davvero.
Il naso inizierà a colare molto più spesso di quanto immaginiate e ve ne accorgerete già dal primo giorno.
Vale davvero la pena affrontare il freddo?
Assolutamente sì. Se state pensando di rinunciare alla Finlandia per paura delle temperature, il mio consiglio è di non farlo. Con una valigia preparata correttamente, un buon abbigliamento tecnico e qualche piccolo accorgimento, il freddo diventa semplicemente parte dell’esperienza.
E quando vi ritroverete sotto un cielo illuminato dall’aurora boreale, nel silenzio assoluto dei boschi della Lapponia, vi renderete conto che ogni singolo capo infilato in valigia è stato assolutamente necessario.
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